Crowdfunding immobiliare: un mercato più selettivo, ma sempre più centrale

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Il contributo del nostro CEO, Luigi Ucci, all’edizione 2026 di Half Year Trends de Il QI –  Quotidiano Immobiliare offre lo spunto per una riflessione più ampia sull’evoluzione del crowdfunding immobiliare in Italia. Quali sono i trend che stanno ridefinendo il settore? E quali fattori saranno determinanti per sostenerne la crescita nei prossimi anni? In un mercato sempre più orientato alla qualità, alla trasparenza e alla solidità delle operazioni, il crowdfunding è chiamato a consolidare il proprio ruolo come componente sempre più rilevante della finanza immobiliare.

Elenco degli argomenti

Crowdfunding immobiliare nel 2025: un mercato più maturo e selettivo

Il 2025 segna una fase di maggiore maturità per il crowdfunding immobiliare italiano. Non siamo più nella stagione della crescita lineare alimentata dalla novità dello strumento, ma in una fase di selezione strutturale, nella quale capitali, piattaforme e operatori tendono a concentrarsi sulle iniziative con fondamentali più solidi, maggiore trasparenza informativa e una più chiara capacità di execution.

Quanto vale il mercato del crowdfunding in Italia nel 2025

Secondo il 10° Report Italiano sul Crowdinvesting dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, il mercato italiano del crowdinvesting ha raccolto 260,65 milioni di euro negli ultimi dodici mesi, in calo del 14%, portando il cumulato storico a circa 1,57 miliardi di euro. Nello stesso periodo, le piattaforme autorizzate in Italia sono salite a 42, contro le 33 dell’anno precedente, segnale di un mercato che si contrae nei volumi ma si rafforza sul piano regolamentare e istituzionale.

Real estate crowdfunding: numeri e performance del comparto immobiliare

All’interno di questo quadro, il real estate crowdfunding continua a rappresentare una componente determinante. I progetti immobiliari hanno raccolto 181,76 milioni di euro, con una flessione contenuta del 5,1% rispetto al periodo precedente: un dato che va letto non come arretramento del comparto, ma come normalizzazione dopo anni di forte espansione.

Lending immobiliare ed equity crowdfunding: differenze e andamento nel 2025

La dinamica interna è però differenziata: il lending immobiliare resta la componente prevalente, con 117,99 milioni di euro raccolti, ma registra una contrazione; l’equity immobiliare, invece, recupera terreno raggiungendo 63,77 milioni di euro, con una crescita del 32%. Questa divergenza è particolarmente significativa. Il lending continua a rispondere alla domanda di finanziamento veloce e flessibile da parte degli sviluppatori, soprattutto per operazioni di breve-medio periodo, ma risente maggiormente della competizione con il credito bancario, dell’aumento del costo del capitale e della maggiore attenzione degli investitori al rischio di rimborso. L’equity, al contrario, intercetta una domanda più sofisticata, orientata alla partecipazione al valore generato dall’operazione immobiliare e meno legata alla sola componente cedolare.

Rendimenti attesi: quanto rende il crowdfunding immobiliare nel 2025

Nel primo semestre 2025, il rendimento medio annuale atteso indicato dal Rapporto è salito al 14,45% per le offerte equity e al 10,42% per quelle lending, confermando l’attrattività del comparto ma anche la necessità di una lettura rigorosa del profilo rischio/rendimento.

Il mercato europeo del crowdfunding immobiliare: il confronto con l'Italia

Il contesto europeo rafforza questa interpretazione. Il ESMA Market Report Crowdfunding in the EU 2025, basato sui dati 2024, evidenzia un mercato UE da 4,25 miliardi di euro, con 181 fornitori attivi in 21 Stati membri. Il modello loan-based rappresenta il 58% dei volumi, mentre gli investitori retail costituiscono l’88% della base investitori. L’Italia figura tra i primi cinque mercati europei per capitali raccolti tramite provider locali, con circa 0,29 miliardi di euro, all’interno di un mercato ancora molto concentrato su pochi Paesi.

Il Regolamento europeo ECSP e la nuova disciplina del crowdfunding

La chiave di lettura, quindi, non è più semplicemente la crescita del crowdfunding immobiliare, ma la sua istituzionalizzazione. Il Regolamento UE 2020/1503 ha introdotto un quadro armonizzato per i fornitori europei di servizi di crowdfunding, distinguendo tra lending-based crowdfunding e investment-based crowdfunding e prevedendo un sistema autorizzativo e di vigilanza affidato, in Italia, a Consob e Banca d’Italia secondo le rispettive competenze. Questo passaggio ha innalzato gli standard di governance, trasparenza, valutazione dell’appropriatezza e presidio dei rischi, spingendo il mercato verso operatori più strutturati e processi di selezione più robusti.

Le prospettive del crowdfunding immobiliare nei prossimi anni: la selezione sarà il vero fattore decisivo nel real estate crowdfunding

Le prospettive restano quindi positive, ma meno indistinte rispetto al passato. La crescita futura sarà verosimilmente più qualitativa che quantitativa: saranno premiate le piattaforme capaci di presidiare origination, due diligence, disclosure, monitoraggio e gestione del rischio; così come gli sviluppatori in grado di presentare business plan realistici, tempi di realizzo coerenti e strategie di exit credibili. In questo scenario, equity e lending continueranno a svolgere ruoli complementari: il lending come leva di finanziamento rapido e mirato, l’equity come strumento di partecipazione al valore immobiliare. Il crowdfunding immobiliare si conferma così non più come fenomeno emergente, ma come asset class alternativa in fase di consolidamento.

Il mercato rimane attrattivo, ma la selezione degli operatori e dei progetti diventa il vero elemento discriminante.

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